AGGIORNAMENTO METEO (a cura di OLIMETEO).

TORNA IL MALTEMPO PER QUALCHE GIORNO. DA FINE SETTIMANA SPERANZE DI STABILITÀ?

Speranze, sì, perché la distanza impone cautela. Comunque, dopo l’IMMINENTE MALTEMPO, la situazione dovrebbe migliorare, almeno in parte. Ne riparleremo.

Intanto premettiamo un’osservazione: in pieno inverno, quando il Vortice Polare era in ottima salute, qua non abbiamo avuto inverno. Poi, a stagione ampiamente terminata, ecco ripresentarsi scampoli e configurazioni invernali (vedi la precedente articata) quando il Vortice suddetto è ormai quasi alla frutta. Articata tra l’altro preceduta da una fiammata simil-estiva nella prima metà d’Aprile. Stranezze, scherzi dell’atmosfera o situazioni ripetitive scientificamente spiegabili?

Ora siamo entrati in Maggio e giocoforza il Vortice (anche quest’anno destinato a una morte lenta) è alla stretta finale, gioca le sue ultime carte, mentre l’Equatore climatico (le fasce subtropicali) cominciano ad innalzarsi di latitudine.

In contesti simili, facile immaginare situazioni di contrasto, tra l’aria più fredda di “spezzoni” polari ancora a zonzo fino alle medie latitudini e la fascia subtropicale che spinge da sud.

Passiamo ora ai fatti, con la solita CARTA SINOTTICA (👇) che, come noterete, è abbastanza ingarbugliata.

NOCCIOLI D’ARIA POLARE SI AVVICINANO DALL’ATLANTICO (stavolta non è aria artica, ma “semplicemente” polare-marittima) andando a soppiantare la breve parentesi subtropicale di questi giorni.

Prima scendendo dall’Islanda e poi facendo perno tra 2 strutture anticicloniche contrapposte (una, a ponte, in Oceano e l’altra sull’Est Europa ma in fase di retrogressione) tali STRAPPI DI ARIA POLARE si tufferanno sull’Italia TRA FINE MARTEDÌ E VENERDÌ.

Nel frattempo un altro vortice ciclonico in uscita dal Canada andrà a interagire con le descritte perturbazioni atlantiche, mentre il cuore dell’hp si posizionerà sul Mar di Norvegia: la “lingua” instabile correrà sotto tale hp, a mezza via tra l’Oceano e le zone britannico-francesi. E saremmo praticamente a fine settimana.
Arrivati a questo punto sarà da capire se la tendenza delle depressioni sarà di cadere in Centro-Est Atlantico dando la spinta ai promontori subtropicali (e quindi a rinnovata stabilità molto mite) o se staremo in un limbo di hp più livellata intaccata ogni tanto da veloci infiltrazioni di aria polare.

Nella carta vedete la situazione a giovedì: seguite i moti e i perni principali evidenziati.

Insomma, UNA FASE MOLTO INSTABILE DA MERCOLEDÌ A VENERDÌ ALMENO. Per il fine settimana dovrebbe leggermente migliorare, ma l’evoluzione è ancora “sub iudice”.

MERCOLEDÌ-GIOVEDÌ: i due giorni più instabili, anzi perturbati. Sin dalle ultime ore di martedì nuvolosità prefrontale in aumento per l’avvicinarsi da ovest-sudovest della saccatura nordatlantica (che poi comincerà a staccarsi e a fare perno, come detto).
Tra notte e mattina non dovremmo vedere piogge di rilievo, al massimo qualche pioviggine.
Dopo mezzodì, complice pure il ben noto ciclo radiativo solare, la convettività darà il suo meglio: piovaschi e rovesci, qua e là anche temporaleschi. Le ore pomeridiane saranno le più soggette a fenomenologia di stampo convettivo.
In serata temporaneo affievolimento dei fenomeni.

Anche giovedì seguirà grosso modo questa falsariga, con la nota che transiterà pure un veloce fronte freddo: notte e primo mattino più tranquilli, poi da metà mattina addensamenti sempre più convinti e convettività in spolvero con altri piovaschi o rovesci tra fine mattina e lungo il pomeriggio: la fase prettamente pomeridiana sarà più guidata dalla convettività a nuclei sparsi immediatamente dopo il passaggio frontale vero e proprio: qualche schiaritella/squarcio a tratti nel tardo pomeriggio, in un pullulare di nubi cumuliformi.
In pratica, al fronte freddo dinamico si unisce il ciclo dell’instabilità da radiazione solare.
Sarà il giorno più fresco.

VENERDÌ: anche questa giornata sarà contraddistinta dall’instabilità, ma con toni meno accesi, in un regime di variabilità capricciosa.
Mentre il “brandello” di aria polare che ci ha interessato andrà verso i Balcani, l’altra “lingua” depressionaria si stenderà, come detto, tra l’Oceano e le aree franco-britanniche, appena a Nord rispetto a noi

Mattina un po’ sporca di nubi ma senza grosse chance di sfogo e poi la solita convettività pomeridiana incentivata dal ciclo solare: qualche piovasco a macchia di leopardo (sfoghi localizzati, random) con smorzamento della convettività tra fine pomeriggio e tramonto.

SABATO-DOMENICA: ancora da puntualizzare. Al momento non si notano disturbi di rilievo, ma andrà reanalizzato nei modelli se sabato riuscirà a formarsi un minimo ligure capace di apportare altre piogge.

Per ora diciamo variabilità, tra sole e nuvole con occasionali isolati piovaschi, più sul sabato che sulla domenica. Ma – ripetiamo – meglio riparlarne perché il tempo a distanza non lo decidiamo noi e pure gli elaboratori devono ben inquadrare la dinamica.

TEMPERATURE E VENTI: si andrà giù da mercoledì e giovedì sarà la giornata più fresca, ove probabilmente riscenderemo sotto i +15 nelle massime. Poi da venerdì in avanti graduale rialzo per puntare i +20 gradi. Ribadiamo quanto più volte detto: in primavera e in contingenze simili fare su e giù è prassi. Anche all’interno di una stessa giornata variabile e capricciosa i termometri fanno su e giù a seconda del momento, soleggiato o da piovasco. Ricordiamo poi sempre che in caso di rovescio o temporale è ovvio che l’aria fredda che sta in alta quota venga repentinamente rovesciata – appunto – fino in basso.

Minime senza variazioni di rilievo.

I venti saranno quasi sempre sudoccidentali a partire da mercoledì pomeriggio, anche con buone raffiche tra mercoledì sera e giovedì.

IN CALCE GLI SPAGHI (👇) che riassumono “ad hoc” tutto quel che abbiamo descritto.