ALTA PRESSIONE FITTIZIA SUL MEDITERRANEO: ANCORA INSTABILITÀ POMERIDIANA (ma non solo) A TEMPO INDETERMINATO, CON TEMPERATURE MITI E GRADEVOLI.
Questo Maggio si è chiuso un po’ all’antica, potremmo dire: niente Africa, mitezza e tante nubi a sviluppo diurno pronte a scaricare piovaschi, acquazzoni e temporali.
Tutto dovuto a quella CIRCOLAZIONE SINOTTICA STANTIA E RECRUDESCENTE di cui abbiamo già parlato.
Solo un ripasso, in breve, anche perché le variazioni saranno poche e la sostanza sul nostro dominio previsionale non cambierà molto. Di certo non cambierà in meglio.
Le ALTE PRESSIONI hanno scelto i canali alti, quelli che dall’Oceano puntano le ISOLE BRITANNICHE E LA SCANDINAVIA.
Se prima si sono allungate fino al Baltico ora hanno fatto un po’ retromarcia ma sempre a latitudini alte, tra isole britanniche e Islanda.
In un gioco ad elastico, le hp rimarranno tra queste aree o poco più ad est, andando a riguadagnare terreno verso la Scandinavia e il Baltico (ma prima ci sarà un cedimento di pressione tra Lapponia e repubbliche baltiche, proprio grazie all’arretramento del ponte anticiclonico sulle isole britanniche).
E PIÙ IN BASSO? A medie latitudini, comprese quelle mediterranee, sarà la SOLITA MINESTRA.
Sotto quella circolazione anticiclonica scorre un fiume di pressioni abbastanza lasche e livellate, ma con delle BLANDE INFILTRAZIONI IN QUOTA che vanno ad intaccare quella che sarebbe stata un’hp senza disturbi. Già la volta scorsa facemmo notare quei colori più sbiaditi in carta.
Beh, li potete notare anche stavolta.
IN CARTA (👇) facciamo osservare la situazione che si prospetta lunedì, che, insieme a domenica, dovrebbe risultare il giorno più instabile a causa di una di queste infiltrazioni in quota più presente sul nostro comparto.
Notare quella lingua di colore più chiaro al Centronord.
Insomma, o da ovest o di rientro da nord/nordest, lungo i bordi di quella “macchina” anticiclonica scorre aria instabile e più fresca in quota: è come una corona che circonda quella solida figura di hp.
Certo, non siamo più in inverno e nemmeno ad inizio o metà primavera (ricordiamo in tralice che oggi 1 Giugno inizia l’estate meteorologica), per cui le masse polari sono ormai ridotte e giungono solo come fiacche propaggini.
Detto ciò, ci troviamo ancora una volta di fronte ad una descrizione previsionale abbastanza ripetitiva. In più possiamo solo aggiungere che tra domenica pomeriggio/sera e lunedì mattina ci sarà instabilità più marcata, al di là del classico ciclo termoconvettivo diurno.
Anche a medio-lungo termine (intendiamo almeno l’intera 1′ decade di Giugno) non si scorgono sovvertimenti a questo trend.
VENERDÌ 2 (CERI PICCOLI!): diamo una specifica per fasce orarie anche per l’ultimo evento cittadino in ottica Ceri.
La mattina non vedrà niente di speciale se non del nuvoliccio di medio-bassa quota perlopiù stratificato. Molto scarse le possibilità per 4 gocce da niente.
Fino all’alzata la situazione dovrebbe rimanere tale, anche se cominceranno a prendere corpo le tipiche formazioni di nubi cumuliformi.
Tra primo pomeriggio e le ore 17/18 ci sarà l’effettiva possibilità che questa termoconvettività maturi in nubi temporalesche, ma, come ben sappiamo, saranno nuclei o piccoli cluster che si formeranno a macchia di leopardo, quindi abbastanza imprevedibili da micro-localizzare.
Per la corsa vera e propria e la prima serata tali nuclei dovrebbero ormai risultare isolati e sparuti quassù, per poi riassorbirsi al tramonto Ovviamente, ciò è quanto ci dicono le carte. La casualità di un nucleo la potremo apprezzare solo dal radar domani pomeriggio. Che la fortuna ci assista!
Unica aggiunta tecnica da fare è che tali celle temporalesche saranno abbastanza stazionarie, poco mobili fino al loro riassorbimento, viste le correnti in quota poco attive.
Insomma, bisogna sperare che i nuclei semi-stazionari non scelgano proprio Gubbio.
SABATO-GIOVEDÌ: per il fine settimana sarà la solita routine, ovvero più pulite (ma mai completamente) le notti e le mattine e più costellate dalla cumulogenesi e dai fenomeni a macchia i pomeriggi fino al tramonto.
Da notare – come detto – che tra domenica sera e lunedì mattina ci sarà un passaggio più corposo: un ramo della corrente a getto attraverserà la Penisola a partite dalle coste algerino-tunisine e al suolo spireranno flussi da sud/sudovest, carichi di umidità.
Pertanto, tra fine domenica e lunedì mattina ci si attende qualche pioggia moderata, a parte una breve parentesi nottetempo.
Pure il resto di lunedì scorrerà nuvoloso o molto nuvoloso con occasioni di piovaschi. Solo a tarda serata si attenua la morsa dell’instabilità.
Gli altri giorni procederanno grosso modo sui binari già noti: più tranquille sere, notti e mattine, più movimentate le fasce diurne tra fine mattina e pomeriggio.
Le nubi non mancheranno, l’instabilità neppure: cieli del tutto sgombri sarà difficile vederli.
TEMPERATURE E VENTI: minime le variazioni: solo una leggera flessione nelle massime lunedì. I valori oscilleranno sempre tra i +20 e +25.
Venti variabili ma con prevalente componente meridionale o sudoccidentali specie tra domenica e martedì.
In calce (👇) gli SPAGHI, davvero eclatanti: notiamo la quasi nulla oscillazione delle temperature (che sono pressoché in media) e l’onnipresenza di precipitazioni convettive con picco pomeridiano, a testimoniare quel ciclo fisiologico che ci stiamo portando dietro da giorni.
