Il 16 settembre, nella Sessione 25 (Geologia e Geomorfologia Urbana) di “Geology without borders”, 90° Congresso della Società Geologica Italiana (Trieste, 14−16 settembre 2021), Ettore A. Sannipoli e Corrado Cencetti hanno presentato la loro relazione intitolata “Condizionamenti geologico−geomorfologici sullo sviluppo dei centri storici: l’esempio di Gubbio (Umbria, Italia centrale)”.
Questo l’abstract della relazione:

Gubbio fu fondata alle falde del M. Ingino (908 m s.l.m.), in sinistra idrografica del T. Camignano, alla base del versante esposto a SW, ove inizia ad aprirsi la vasta area pianeggiante nota con il nome di “Piana di Gubbio”.
Il detrito di falda accumulatosi alla base del versante SW del M. Ingino, delimitato a NW dalla bassa e piatta conoide alluvionale del T. Camignano e a SE dall’alta e acclive conoide del F.so Cavarello, presenta un evidente gradino morfologico (di altezza max. pari a circa 20 metri) orientato parallelamente al versante stesso. Questo determina una marcata discontinuità nel profilo del versante e interessa in larghezza l’intero corpo detritico.
Scarpate di tal genere sono comuni sul detrito di falda alla base dei versanti SW dei monti della catena di Gubbio, che costituiscono il fianco NE di una piega anticlinale, formatasi durante l’orogenesi appenninica e spezzata al nucleo da una faglia diretta di notevole rigetto (oltre 1500 metri) con direzione parallela all'asse della piega stessa. Tali scarpate sono probabilmente da interpretare come l'espressione morfologica in superficie di fasi recenti di attività tettonica legate alla faglia di Gubbio (che, pertanto, va considerata una faglia attiva e capace).
Una bolla di papa Clemente III del 20 ottobre 1188 e un diploma dell’imperatore Enrico VI del 5 giugno 1191, lasciano intendere che quando gli Eugubini, nella seconda metà del XII secolo, decisero di costruire la nuova città “sul monte”, individuarono come luogo più idoneo per lo spazio urbano fortificato proprio quello a monte della grande scarpata che divideva in due il detrito di falda alla base del versante SW del M. Ingino.
In seguito, soprattutto nel corso del XIII secolo, si verificò a Gubbio un consistente fenomeno di inurbamento. Ciò comportò un’inevitabile espansione a valle del nucleo urbano, che in sostanza venne ad assumere la forma dell’attuale centro storico della città.
Sullo specifico argomento dei rapporti tra definizione e sviluppo della città bassomedievale di Gubbio e conformazione del detrito di falda su cui essa fu edificata, sono già state formulate alcune considerazioni preliminari. Le ricerche in atto sono tese ad approfondire alcuni aspetti specifici di questo interessante problema di geomorfologia urbana, sia per quanto riguarda una più puntuale definizione delle caratteristiche geomorfologiche del luogo in esame, sia relativamente alle trasformazioni del primo nucleo urbano di Gubbio, nel corso dei secoli XIII e XIV. Soprattutto, sembra interessante definire ciò che queste trasformazioni comportarono per quanto concerne le alterazioni delle peculiarità geomorfologiche del luogo in cui la città era sorta e si era successivamente sviluppata.