Per uno dei due sabati della prima metà di giugno 2020 era stato programmato ad Orvieto il quinto convegno biennale di studi sulla ceramica, ma il diffondersi preoccupante del Covid−19 ha suggerito agli organizzatori di annullare responsabilmente l’evento. Nonostante l’impossibilità di presentare le relazioni in sede di convegno, è stato chiesto agli studiosi invitati di consegnare i loro testi per la pubblicazione degli Atti.
Il volume, finito di stampare nel mese di aprile 2021 presso le Industrie Grafiche della Pacini Editore di Pisa, è intitolato “La bottega del vasaio. Uomini, tecniche, modelli” ed è stato curato da Luca Pesante e Alberto Satolli. In esso compaiono diciassette contributi di studiosi della ceramica italiana, uno dei quali riguarda specificamente Gubbio. Si tratta del saggio di Ettore A. Sannipoli intitolato “‘Mastro Giorgio finì de maiolica’. I rovesci dei piatti lustrati nella bottega Andreoli di Gubbio” (pp. 41−85).
Dopo aver definito i rovesci dei piatti eugubini del Cinquecento come il luogo dal quale si possono ricavare le informazioni più esplicite sulla bottega che ha prodotto tali maioliche, l’autore analizza tutti gli elementi significanti rilevabili sul ‘verso’ di piatti, coppe e bacili eugubini a lustro della prima metà del XVI secolo: date, firme, sigle, indicazioni di luogo, simboli, marche di proprietà, monogrammi, ‘argomenti’ (ovvero scritte relative al soggetto rappresentato) etc., apposti sia in seconda che in terza cottura. Nella parte finale dello scritto vengono esaminate brevemente alcune tipologie significative dei decori ornamentali a lustro che arricchiscono il ‘verso’ di queste preziose stoviglie.