A cura di OLIMETEO
LA PROVA È STATA FATTA. ORA L'ESTATE DARÀ ANCHE DI PIÙ.
Tutti avremo percepito un chiaro segnale in questi ultimi giorni: l'estate ha cominciato a scaldare i motori dopo una prima decade di Giugno senza note di rilievo.
Come descrivemmo nel precedente appuntamento, una sorta di STAFFETTA TRA FASE AZZORRIANA E FASE AFRICANA.
Ancora siamo nel passaggio di consegne e questo venticello da est/nordest ci fa capire che la vera Africa non è ancora entrata: le temperature si sono alzate fin dove dicevamo, ma ancora nei ranghi.
Ma da questo weekend IL PROMONTORIO AFRICANO FARÀ SUL SERIO per una classica dinamica di incastri, che è quella che delineammo già nel precedente articolo: tra 2 cut−off, uno portoghese e l'altro balcanico, si erge un cuneo di alta pressione, come una campana che sale su fino ad arrivare sul Baltico e in Russia.
Il cuneo non sarà molto ampio come raggio d'estensione su di noi, ma comunque carico di aria rovente continentale.
C'è poi da aggiungere che tali figure sinottiche (i cosiddetti blocchi, il più famigerato dei quali è il blocco ad omega: immaginate un'ampia cupola con base molto estesa) rischiano di reiterarsi e diventare recidive. Ma questo è un futuro che analizzeremo poi.
Insomma, dopo una lieve instabilità nel pomeriggio di giovedì (ancor più striminzita venerdì) dovuta a quel cut−off balcanico che prova a sbuffare un po' di aria fresca e instabile verso l'Adriatico, ci attendono GIORNATE PIENAMENTE ESTIVE TRA IL 18 E IL 22/23 DEL MESE (non andiamo oltre, perché usciremmo da un dominio previsionale di saggezza). Si intravede dai modelli qualche tentativo di disturbo verso la metà della prossima settimana, grazie all'avvicinamento dei flussi atlantici, ma potrebbe essere una rinfrescata temporanea buona solo per il Nord. Ne riparleremo, come detto.
GIOVEDÌ−MERCOLEDÌ: quasi inutile compilare un diario quotidiano al dettaglio, perché tra venerdì e mercoledì (riaggiorneremo se quelle teoriche infiltrazioni atlantiche bussassero alla porta anche un attimo prima) sarà il sole a dominare e soprattutto il caldo. Anche L'UMIDITÀ dirà la sua, visto che il promontorio attraversando il Mediterraneo si caricherà di un certo tasso di vapore acqueo, che, abbinato a TEMPERATURE sopra i 33, creerà un certo disagio. TRA SABATO E LUNEDÌ la fase più scottante: la colonnina si alzerà fino ai 35/ 36 gradi e domenica potrebbe addirittura superarli. Nel ternano non impossibili i 40.
L'umidità potrà al massimo sporcare i cieli con qualche velatura: si abbasserebbe la temperatura effettiva, non trapelando bene il sole, ma aumenterebbe la cappa di afa.
Venti che saranno poco attivi da venerdì sera in avanti.
Abbiamo però già accennato al giovedì 17, che risulterà un po' condizionato da quella blanda instabilità da est/nordest: il tutto dovrebbe risolversi con qualche piovasco o locale temporale in fascia pomeridiana. Cosa del tutto normale in questi periodi. Al solito, tale instabilità convettiva (classiche nubi della specie dei cumuli) sarà più agevolata dal lifting orografico, ovvero dalle pareti montuose appenniniche, ma potrà estendersi anche nell'entroterra umbro, dove cozzeranno venti più “freschi” di nordest con flussi caldo−umidi subtropicali da sudovest.
In calce i classici SPAGHI: basta dare un'occhiata al fascio di temperature in alto sapendo che quei valori sono quelli previsti a circa 1550 metri di altitudine. Ovviamente, più in basso ai scende più caldo “compresso” ci sarà.
CURIOSITÀ: qua avremo una prima ondata di vero caldo, ma negli Stati Uniti occidentali e specialmente South West ondata di caldo è dir poco: si attendono in questi giorni valori anche superiori ai 50 nella terribile Valle della Morte. Le nostre temperature sarebbero un refrigerio per loro.