All'indomani della Festa dei Ceri piccoli crediamo opportuno sottolineare che è stato un momento di grande Festa con tanta partecipazione ed emozione nonostante la giornata non certo ideale sotto l'aspetto climatico.
Un ringraziamento particolare ai piccoli ceraioli che hanno manifestato tutto il loro amore per la Festa partecipando con gioia ad ogni momento ed impegnandosi con calore e passione nella corsa.
Ma si sono visti anche i due Capitani Marco Cerbella e Cristiano Bianconi, il Trombettiere Giovanni Panfili, l'Alfiere Luca Valentini ed i tre Capodieci Alessio Gnagni, Lorenzo Cerri e Mirco Bazzurri, incedere nel loro ruolo con rigore, impegno e senso di responsabilità veramente invidiabili ed esemplari per tutti!
Un ringraziamento però è doveroso anche nei confronti di quanti creano quel contesto utile perché la Festa possa essere tale e quindi la Compagnia Campanari, i tamburini e, le chiarine con i rispettivi “maestri”, l'associazione Spirit e quella del Cavallo per la loro disponibilità ad insegnare ed a gestire i cavalli durante la Festa, l'Università dei Muratori che dalla colazione del mattino al pranzo per circa 1000 ragazzi fino alla cena dei capitani collaborano e prestano la loro opera ormai altamente professionale ed apprezzata per rendere quelle occasioni momenti di pausa ed opportunità per apprezzare il buon mangiare ma in particolare lo stare insieme “da ceraioli”.
Non possiamo certo dimenticare l'Amministrazione Comunale, la Diocesi, le Famiglie Ceraiole nè le forze dell'ordine e tutti quelli che a vario titolo hanno offerto la loro opera, professionalità e/o un contributo per la miglior riuscita della giornata (una menzione particolare per le pasticcerie Giuliano, Dolci Sapori, Milledolci, Italia, Gli Angeli che hanno gratuitamente consentito di rievocare la tradizione del “diplomatico” a fine del banchetto ceraiolo).
Quest'anno in accordo con Università dei Muratori e Famiglie e Componenti Ceraiole si è proposto di riportare la sfilata all'antico con i tre Capodieci in fila davanti e dietro il loro popolo ceraiolo per impedire quei sfilacciamenti e quelle intromissioni di adulti e passeggini che rendono la sfilata un brutto e disarmonico girovagare per la città.
Finché è stato possibile mantenere l'impostazione il risultato è stato eccezionale!
Poi , a motivo di alcune concause eliminabili quali fermate varie per esigenze fotografiche e ottusa esagitazione di qualche adulto, si è “riusciti” a riportare nella sfilata quella che viene definita spontaneità ma che è invece disordine, disarmonia ed anarchia, voglia degli adulti di imporre il discutibilissimo modello dei Ceri grandi e mezzani, protagonismo personale.
Ma alle 18.00 arriva la corsa che toglie la polvere e restituisce per fortuna alla Festa fascino e valori.
Alla fine è arrivato l'omaggio a S. Ubaldo con la ricomposizione del tributo e dell' offerta nel chiostro della Basilica con i tre Ceri insieme. Un momento di valore che da anni viene ripetuto con i Ceri piccoli. Avremmo preferito che la porta, come negli anni più recenti, venisse chiusa per sancire il termine della corsa, aspettando poi per scavijare insieme. Anche qui con la forza della voce più alta, del pugno più forte e del non rispetto degli altri, in nome di inviolabili ed intoccabili convinzioni di poche persone, sempre più isolate, sempre più esagitate, rigorosamente fuori luogo perché adulte in una corsa di bambini, il portone è rimasto aperto… dettagli: Il bene più importante è che i piccoli ceraioli e la comunità eugubina abbiano potuto di nuovo apprezzare la bellezza dell’omaggio “tutti insieme” a Sant’Ubaldo.
IL CONSIGLIO,

Gubbio 4 giugno 2016