Riportiamo integralmente l'intervento del Presidente dell'Associazione Maggio Eugubino in occasione della Festa degli Eugubini svoltasi il 16 maggio al Park Hotel Ai Cappuccini.
“Il Maggio Eugubino in genere, e naturalmente anche sulla Festa, vuole guardare avanti e vuole cercare le cose che aiutino a rimuovere contrasti e conflitti ma non per questo vuole sentirsi vincolato al silenzio.
Ed allora diciamo che ogni generazione ha il dovere di rispettare la Festa ed amarla e l’impegno morale di consegnarla alle generazioni successive almeno come l’ha ricevuta ma possibilmente avendola resa migliore, non intaccandola sotto il profilo dei valori e magari affinandola negli aspetti rituali e cerimoniali.
Purtroppo si sta assistendo invece ad una attenzione spasmodica verso elementi statici e materiali della Festa al limite del feticismo: ciò che conta invero non è la rappresentazione materiale, ma il significato simbolico, il valore!
Ora, a guardare la festa, nella nostra comunità sembrerebbero esserci tracce di apparire più che essere, divisione più che comunione, feticismo più che amore, discordia più che riconciliazione, banchetti più che ideali, protagonismo più che servizio, integralismo più che assimilazione, autocelebrazione ed autoreferenzialità in nome dei miti delle radici e del passato piuttosto che apertura, semplicità, rispetto e condivisione.
Si pensi dunque innanzitutto a “governare” le tantissime sproporzionate feste e le sregolate alzate di pennone fatte in nome della Festa, ai tanti protagonismi, all’anarchia spacciata per spontaneità e libertà, a non considerare il giorno dei Ceri e alcune giornate precedenti in modo carnascialesco come quelli in cui è possibile consentirsi tutto.
È giusto trattare la città come il luogo in cui tutto è permesso?
La civiltà si misura anche dal rispetto nei confronti delle persone e dal rispetto della cosa pubblica e del patrimonio di tutti.
“La nostra città è anche la nostra casa!”
Da cosa dipende questo atteggiamento?
Scarso senso civico, maleducazione, mancato rispetto dei diritti e delle sensibilità altrui, congenito riflesso di stili di vita?
Probabilmente un po’ di tutto.
Ma assolutamente non va bene.
Ma dobbiamo senza titubanze pensare anche a tutelare l’immagine della Festa.
Solo ed esclusivamente per memoria: magnesia, biscotti, tubi a spalla, salumi e i tanti marchi e prodotti, ora sempre più anche locali, che utilizzano l’immagine dei Ceri e che ci piovono addosso con sempre maggiore frequenza.
Non si tratta ormai di fatti isolati, c’è una matrice unica che è quella della disattenzione culturale nei confronti della Festa dei Ceri.
Però a questo punto siamo all'increscioso, allo sgradevole ed all'imbarazzante.
Mancano solo slip e boxer ed integratori sportivo alimentari con i simboli dei Santi.
Sembra quasi impossibile che si possa agire con tanta sciatteria, sconsideratezza ed irriverenza verso i valori ed i sentimenti di una città.
Tutelare l'immagine non significa certo toccare o intaccare la Festa, la sua essenza, che nessuno può veramente modificare, nemmeno con l’aiuto di chi pensa e fa male.
Ma propongo ora una sottolineatura rispetto alle tante discussioni e polemiche recenti!
Ci dobbiamo costantemente sentire impegnati a cogliere un tratto essenziale, che ci auguriamo immodificabile, e cioè che i Ceri sono e debbono continuare ad essere l'alleanza per salire insieme alla Basilica di S. Ubaldo
Tutti insieme sì, ci sentiamo in dovere di richiamare il fatto che la Festa ci insegna che dobbiamo trarre forza dalle diversità, dai colori diversi e dalle diverse aggregazioni con cui si sale verso la Basilica, ma senza dimenticare assolutamente che ci vuole vedere in questa ascesa abbracciati dandoci una mano in ogni momento, in ogni occasione, scendendo insieme le scalinate, alzando il Cero insieme, gettando la brocca insieme, prendendo il mazzolino insieme, insieme sempre insieme in questa straordinaria offerta che Gubbio regala al mondo.
Insieme come ieri quando i due capitani, l'alfiere, il trombettiere e i tre capodieci sulla scalinata si sono abbracciati regalandoci con un gesto un grandissimo momento di cultura e civiltà ceraiola.
Un segnale anche per la nostra comunità che è arrivato il momento in cui la città deve riappropriarsi del senso profondo dello stare insieme.
Grazie
Grazie dico anche a quanti, a partire dalla amministrazione Comunale, si sono impegnati per vedere finalmente avviato il centro di documentazione in biblioteca dopo quello emozionale sugli arconi, per la riapertura del dialogo con la rete delle macchine a spalla e del percorso ai fini del riconoscimento Unesco etc. insieme a tanti altri piccoli e grandi accorgimenti per rendere la festa sempre più bella.
Il Maggio quest'anno si è voluto impegnare a sostituire i costumi ormai consunti e deteriorati dei consoli e delle chiarine ed abbiamo predisposto un progetto approvato dalla Fondazione Carisp sempre attenta e disponibile verso le esigenze della Festa, ma in genere della città come dimostrato da ultimo anche con il bellissimo recupero della casa di S. Ubaldo, e speriamo che continui con il nuovo presidente che è succeduto a Carlo Colaiacovo ma contiamo ancora sulla spontanea eugubinità di Carlo Colaiacovo!
Per i nuovi costumi il coordinatore consigliere delegato Marco Cancellotti, a tappe forzate e con un comitato scientifico presieduto da Patrizia Biscarini, ha elaborato uno studio che abbiamo avuto la fortuna di affidare a Daniele Gelsi che ci ha consegnato un parco costumi molto bello e con una fortissima identità. Il progetto si dovrà completare con le chiarine del vescovo e la Fondazione quindi è avvisata!
Concludo queste riflessioni sulla Festa sottolineando che siamo però convinti che troveremo nei Ceri la forza per trasmettere i Ceri e nell’amore e nella devozione per Sant'Ubaldo il cuore e l’anima per conservarne i valori e consegnarli al futuro.
Noi cerchiamo di fare la nostra parte in questa visione.
Il Maggio Eugubino è una Associazione che non ha altre finalità che mettere la sua attività, la sua passione, il suo fervore al servizio della città.
L’auspicio è che sempre più persone si avvicinino alla Associazione mettendo a disposizione il proprio impegno e le proprie competenze.
Il maggio è il luogo dove gli eugubini possono bene esercitare il loro amore per la città.
Associatevi!
“La tradizione non si può ereditare, e chi la vuole deve conquistarla con grande fatica” (Thomas Stearns Eliot − Tradizione e talento individuale).

Grazie per la vostra attenzione.
W S. Ubaldo, W i Ceri. W Gubbio”.