ECCO L’INVERNO! UNA FASE FREDDA CI ACCOMPAGNERÀ FINO AL 24/25 GENNAIO.

In questo sintetico titolo abbiamo riassunto tutta la fase che sta per entrare.
Una FASE GRADUALMENTE SEMPRE PIÙ FREDDA, che A COMINCIARE DA GIOVEDÌ ci farà apprezzare il passaggio di consegne tra la precedente aria polare-marittima (la saccatura con le piogge in seno che avevamo pubblicato nel precedente bollettino) e aria d’altro stampo, grazie al cambio di circolazione: PRIMA ARIA ARTICO-MARITTIMA (giovedì/inizio venerdì) e POI ARIA ARTICO-CONTINENTALE (ovvero da nordest, da venerdì sera fino ad inizio settimana prossima).

In carta alleghiamo un pannello (il momento fotografato è sabato) in cui è evidente la fine cui è destinata la vecchia imponente saccatura: compressa tra una spinta azzorriana ad ovest e un’hp di blocco ad est è costretta a stringersi fino a finire in cut-off.
In carta vedete proprio il momento della “strizzata” pre-cut-off. E sarà un cut-off colmo d’aria artico-continentale – come appena detto – visto che il cuneo azzorriano spinge verso nordest, a mo’ di ponte, quasi a congiungersi con l’hp russa.

Questa la sinottica.

Il risultato è che AVREMO UN GRADUALE RAFFREDDAMENTO DAI PIANI PIÙ ALTI FINO AI PIÙ BASSI.

NEVE? 🙄
Inutile nascondersi: questa è una dinamica che contempla la possibilità di nevicate fino alla medio-bassa collina (diciamo 400-500 metri e occasionalmente qualcosa più in basso).
Ovviamente, parliamo della dinamica della fase più fredda, quella artico-continentale.

Nella fase immediatamente precedente non è esclusa qualche apparizione nevosa fino ai 500 metri, ma sarà più in mano ai nuclei convettivi isolati, in pratica ai rovesci di una certa entità: solo attraverso questi la prima aria fredda (quella artico-marittima) avrà modo di “rovesciarsi”, appunto, fino a quote relativamente basse.

La fase successiva invece, più fredda, vedrà collocarsi dei MINIMI TRA BASSO TIRRENO, CANALE D’OTRANTO E MEDIO BASSO ADRIATICO (non più a nord del pescarese) che da venerdì pomeriggio/sera significheranno per l’Umbria orientale “in primis” PRECIPITAZIONI DA STAU, il famoso effetto di sollevamento orografico.
Chiaramente, con correnti da nordest il versante che meglio beneficerà di tale effetto sarà quello adriatico (appennino marchigiano, abruzzese e molisano con le relative pedemontane).
Ma non escludiamo certo uno SFONDAMENTO DI TALE DINAMICA ANCHE IN PARTE DELL’UMBRIA.
Tra l’altro, vista la stazionarietà del cut-off (una “goccia fredda” italica), la circolazione da nordest sarà prolungatata per tutto il periodo suddetto, quindi le occasioni non dovrebbero mancare.

Passiamo ora ai dettagli giorno per giorno, con un’importante PREMESSA: la dinamica per la microzona è sicuramente ingarbugliata in entrambe le fasi. Preghiamo, dunque, di attivare la “MODALITÀ TOLLERANZA”!

GIOVEDÌ: da fine mercoledì fa il suo ingresso l’aria artico-marittima, con maggior freddo in quota (avremo fino ad una -34 a 5400 metri) ma le precipitazioni, rotanti intorno ad un poco strutturato minimo ligure, si presenteranno frammentarie, disomogenee e discontinue.
Tra fine notte e primo mattino qualche isolato rovescio potrà far scendere la quota neve fino ai 500-600 metri: in mezzo possibile anche qualche fenomeno particolare come graupeln o gragnola. Poco più che coreografia.
Tra pause e riprese ancora nuclei convettivi a spasso tra mezzodì e tardo pomeriggio tra Toscana e Umbria, con quota neve ancora sul limite suddetto. Solo in caso di intenso rovescio localizzato sarà possibile vedere fiocchi puri, anche se l’attecchimento sarà improbabile.
Tra sera e prima notte nuclei errabondi ancor più accidentali.
Comunque sia, a nostro vedere, tali nuclei, in genere, saranno abbastanza occasionali.

VENERDÌ: prima parte di giornata che non vedrà grosse chance di precipitazioni. Solo qualche piccolo nucleo residuo a zonzo nottetempo e fino all’alba. Fortunose assai eventuali spruzzate.
Tra mattina e primo pomeriggio una finestra di stasi, ma intanto ecco che comincerà ad affluire l’aria più fredda e tra fine pomeriggio e prima serata si avvicina il fronte perturbato.
Precipitazioni ancora poco uniformi ma fattibili in Alta Umbria.
Tra sera e notte i primi effetti tangibili dello stau marchigiano che riteniamo plausibile funzionare anche nella fascia umbra orientale: una sfiocchettata che potrebbe darci un risveglio sabato mattina con qualche primo centimetro posato a terra.

SABATO-DOMENICA: doppietta contraddistinta prevalentemente dallo stau e, per noi, dai suoi potenziali effetti di sfondamento al di qua dell’Appennino.
La distanza non ci permette di dare certezze e i modelli non sono in completo accordo (posizione dei minimi): seppur a fasi alterne, tra nubi irregolari e momenti di copertura più netta, stimiamo che qualche fioccata si farà vedere già tra sabato mattina e metà pomeriggio.
Poi tra prima sera di sabato e domenica mattina il momento sulla carta più prolifico. Su una domenica mattina con manto bianco e un paesaggio candido vogliamo scommetterci qualche tallero.
I centimetri non sono parametri che amiamo tirare in ballo, ma una soglia di medio ottimismo di 7-10 cm a terra la proviamo a lanciare.
Sia chiaro! Tutto dipenderà dallo sfondamento dei nuclei di stau disposti lungo tutta la dorsale: se la fortuna arride per tutto il periodo sabato/domenica, quei cm potrebbero tranquillamente raddoppiare.
L’importante per ora è apprendere la dinamica evolutiva.

ANCHE LUNEDÌ dovrebbe vedere una situazione stazionaria sempre in mano ai minimi medio-basso adriatici con stau annesso. Ma ne dovremo per forza riparlare.

TEMPERATURE E VENTI: calo termico progressiva sia nelle minime che nelle massime. Ci avvicineremo alla soglia degli zero gradi, con massime di poco superiori (+2/+4) e minime appena inferiori.
Venti che da venerdì si faranno di grecale e piuttosto attivi.
Attenzione che L’EFFETTO VENTO farà avvertire una sensazione di freddo amplificata.

In calce i soliti spaghi e u a carta dell’accumulo nevoso stimato dal modello europeo entro lunedì sera.
Carta che quindi assomma con una stima di massima tutto il periodo descritto.