PRIMA LE PIOGGE, POI L’INVERNO SI RICORDA QUANTOMENO DI ESISTERE: DAL 19 ARIA PIÙ FREDDA VERSO L’ITALIA.

Premettiamo subito un punto saliente: nella 2′ parte della settimana entrerà per certo aria fredda, di estrazione artica, ma AL MOMENTO È IMPOSSIBILE PROFETIZZARE QUOTE NEVE E PURE LA DISTRIBUZIONE DELLE PRECIPITAZIONI STESSE.
Tanti i fattori che i modelli matematici (e poi noi basandoci su di essi) devono valutare; pertanto, diamogli tempo, perché con la neve non è mai semplice, nemmeno 24 ore prima.
Tutto ciò sarà oggetto del prossimo appuntamento.

Ora torniamo al breve termine, con una veloce panoramica sinottica.
Se ricordate, parlammo di UN’AMPIA ONDULAZIONE PER INIZIO SETTIMANA CHE AVREBBE PILOTATO UNA CONSISTENTE SACCATURA DI ARIA POLARE-MARITTIMA (provenienza nordovest) VERSO IL MEDITERRANEO OCCIDENTALE.
Nel gioco delle grandi onde planetarie (o onde di Rossby), alla saccatura corrisponde un promontorio azzorriano in Atlantico (si spinge fino alla Groenlandia) e un altro promontorio di blocco in zona russa.
Una configurazione ben definita, quasi… geometrica.
Potete apprezzare tale schema nella carta a piè pagina.

Quindi, NELLA FASE TRA LUNEDÌ E MERCOLEDÌ VEDREMO DELLE PIOGGE (martedì le precipitazioni più intense).

Praticamente potremmo fermarci qui, anticipando soltanto i grandi movimenti che permetteranno al freddo di farsi strada verso di noi.

Che succederà a macroscala? L’Azzorre che vedete nella carta cercherà di piegare zonalmente (ovest-est) verso l’Europa più occidentale spingendo verso est e comprimendo la saccatura (stretta tra i 2 promontori); subito dopo, però, una cresta azzorriana punterà verso nordest (Norvegia), “strizzando” la precedente saccatura in cut-off (o “goccia fredda” che dir si voglia) nel cui nocciolo sarà presente aria più fredda, prima artico-marittima poi artico-continentale di rientro da est.

Questo lo sviluppo che ci porterà all’avvezione di aria fredda e a condizioni certamente più consone al pieno Gennaio.

Da qui a parlare di neve ci corre quanto detto in apertura. Al prossimo bollettino.

Intanto:

DOMENICA: già lo anticipammo nel precedente bollettino: aumenta la nuvolosità anche se ancora risicate saranno le pioviggini o pioggerelle, inquadrabili verso fine pomeriggio e sera. A fine giornata qualche nucleo convettivo più intenso, ma sempre a raggio ristretto.

LUNEDÌ-MERCOLEDÌ: situazione molto instabile e martedì perturbata.

Primissime ore di lunedì (notte) saranno la coda di quei veloci nuclei di fine domenica. Poi un’instabilità poco produttiva tra alba e primo pomeriggio, in cui non si esclude qualche minima riapertura (comunque difficile).
Tra fine pomeriggio e sera tornano in auge le piogge, moderate (un po’ più copiose tra Bassa Umbria e Alto Lazio).

Dopo breve tregua tra notte e primo mattino di martedì, ecco poi in arrivo il carico sulla carta più abbondante: tra metà mattina e pomeriggio precipitazioni anche a carattere di rovescio. In attenuazione solo verso fine giornata.

Mercoledì sarà ancora condizionato dal ramo ascendente della saccatura (che intanto sarà sprofondata fino in Algeria) e quindi sarà ancora una giornata molto instabile, soprattutto nella sua 2′ parte. La fase mattutina invece sarà divisa tra nuvolosità convettiva irregolare (con in grembo piovaschi a macchia) e qualche sparuta riapertura.
Verso fine pomeriggio e in serata bande di precipitazioni convettive più attive in ingresso da sudovest. Con queste si chiuderà la giornata, mentre i venti ruoteranno quadrante e l’aria comincerà a cambiare gradualmente estrazione (da polare-marittima di libeccio ad artico-marittima: giovedì sarà una transazione in questo senso. Il freddo con flussi da nordest arriverà a fine giovedì e soprattutto da venerdì).

TEMPERATURE E VENTI: lieve o tutt’al più moderato (nelle fasi più scure) calo termico tra domenica e mercoledì, con venti sudoccidentali, ben attivi tra fine domenica e mercoledì mattina.
Massime non oltre i +8/+10 in questa fase. Minime in leggero rialzo.