INVERNO ANCORA IN LETARGO. SI VA AVANTI TRA ALTE PRESSIONI E BLANDE INFILTRAZIONI ATLANTICHE.
IL 2023 ESORDISCE SOTTO IL SEGNO DELL’HP AFRO-MEDITERRANEA.

L’avevamo già prefigurato: un Natale rosso e non bianco. E il trend non si sblocca granché.
Cercheremo di essere brevi e di racchiudere TUTTO IL PERIODO DA QUI AL 3/4 GENNAIO SOTTO UNA STESSA CIRCOLAZIONE (fatte salve minime ondulazioni con infiltrazioni appena più instabili, umide al suolo e leggermente più fresche in quota).
Così dovete immaginare la circolazione in essere (e in divenire): 2 FLUSSI SOVRAPPOSTI DISPOSTI DA OVEST VERSO EST: IL FLUSSO PRINCIPALE, QUELLO CHE SCORRE SOPRA LE ALPI È QUELLO POLARE, IL FLUSSO SECONDARIO È QUELLO PIÙ MITE SUBTROPICALE CHE SCORRE AL DI SOTTO DELLE ALPI e invade il bacino mediterraneo.
Tutto qui, in grani grossi.
Avrete facilmente intuito che con una circolazione simile poco si può pretendere di invernale. O si sta sotto le grinfie dell’hp livellata o AL MASSIMO SI SPIZZICA QUALCHE INTRUSIONE DEL FLUSSO PRINCIPALE AL DI QUA DELLE ALPI (poca roba per il Centronord nei fatti).

Tra l’altro, proprio verso il 31, in Est Atlantico il flusso principale subirà una classica flessione/frenata in prossimità delle coste portoghesi e ciò comporterà come risposta L’INNALZAMENTO DI UN PROMONTORIO MOBILE NORDAFRICANO VERSO DI NOI (praticamente tra 31 e 2 o al massimo 3 Gennaio).
Insomma, la circolazione da prettamente zonale (=ovest-est) si farà leggermente più ondulata come asse, ma col Mediterraneo centroccidentale sotto il ramo altopressorio dell’ondulazione (anche se qua rimarremo molto probabilmente sul ramo ascendente occidentale della struttura, quello più umido).

Sottolineiamo una cosa, che poi è già stata messa nero su bianco: in queste hp invernali risentiamo molto spesso dell’umidità intrappolata nei bassi strati (nebbie, nubi basse e MACCAJE), delle inversioni termiche (laddove possibili) e, in questo caso, di una fascia centrale che sarà un po’ zona di battaglia tra hp subtropicale e quelle blande infiltrazioni suddette.
E questo soprattutto tra 27 e 30/31. Poi la campana mobile nordafricana, ma con le caratteristiche già citate.

Ecco dunque in sintesi quel che ci attende:

MERCOLEDÌ 28- MARTEDÌ 3: blocco che potrebbe spingersi financo al 4 Gennaio. Ma non debordiamo, in una previsione già spinta abbastanza a lungo.
Avete già toccato con mani le giornate che abbiamo trascorso tra 20 e 26 Dicembre. Questo step previsionale gli somiglierà molto.

Nubi basse di primo mattino con persistenza delle ormai famigerate “maccaje” (ripetiamo: coltre più o meno spessa di nubi medio-basse ma poco proficue) per il resto delle giornate.
Qua e là, a piccole dosi, qualche blanda pioviggine di passaggio.
Nella variabilità squarci e spezzoni soleggiati a farsi strada tra la coltre (ne avete avuti esempi in questi giorni), anche se saranno schiarite estemporanee.

Col sopraggiungere del promontorio nordafricano tra 31 e 2 i geopotenziali aumenteranno e pure la compressione, ma, come detto, noi ci troveremo sul ramo umido ascendente, pertanto le maccaje difficilmente se ne andranno. Comunque sia, vista la distanza, piccole oscillazioni potrebbero favorire un posizionamento leggermente più meridiano e occidentale della cupola, tanto da garantire maggiore compressione e subsidenza per riuscire ad avere qualche momento soleggiato più schietto e durevole nell’arco delle giornate. Sono dettagli alla fine poco determinanti.

TEMPERATURE E VENTI: quasi nulle le variazioni. Massime sempre intorno ai +10/+11 in caso di cieli coperti, qualche grado in più nei momenti (auspicati) di soleggiamento diurno.

Venti quasi sempre sudoccidentali.

In calce gli SPAGHI (👇) e BUON ANNO A TUTTI!