DALLE PIOGGE ATLANTICHE AL RITORNO DELL’ALTA PRESSIONE (con insidie!). CI PROTEGGERÀ FINO A NATALE? IMPOSSIBILE SAPERLO, ANCORA.

Mentre stanno battendo le annunciate piogge, gli scenari che i modelli ci propinano parlano di uno STOP A QUESTA FASE MOLTO UMIDA E INSTABILE A PARTIRE DA DOMENICA E TENDENZIALMENTE FINO A MERCOLEDÌ 21. Inutile spingersi oltre.
Intanto, però, ci sarà da smaltire UN’ULTIMA FASE PERTURBATA TRA GIOVEDÌ, APPUNTO, E VENERDÌ (con ultimi strascichi sabato), proprio come avevamo annunciato.
Le vorticità atlantiche si sono avvicinate al Continente e al Mediterraneo calamitate dalla maestosa saccatura nordeuropea e rientreranno in breve a “casa-madre” al di sopra delle Alpi.
Nel frattempo in Atlantico un’altra VORTICITÀ va a cadere IN ZONA AZZORRIANA (per poi entrare in interazione sempre con la grande saccatura nordeuropea) e proprio questa manovra favorirà l’INTERCAPEDINE ANTICICLONICA SUL MEDITERRANEO CENTROCCIDENTALE (con asse sudovest-nordest).
Sarà un PROMONTORIO MOBILE, ossia di non lunga vita, almeno a quanto ci è dato apprezzare ora nei modelli.
Pertanto, rivedremo anche il sole, ma non saranno giornate radiose: la precedente aria fredda che si è sedimentata (soprattutto in Valpadana) sarà difficilmente scalzata.
Ecco, dunque, che nei bassi strati permarrà un cuscinetto più freddo e umido foriero di inversioni termiche, nebbie mattutine e qualche “maccaja”, ovvero coltre non troppo spessa di nubi medio-basse. Insomma, un’hp un po’ “macchiata”. Ma d’inverno è una cosa abbastanza tipica.

VENERDÌ-SABATO: venerdì sarà l’ultima giornata spiccatamente instabile, prosecuzione (fase occlusa) del sistema perturbato di giovedì. Ancora nubi un po’ ovunque e fenomenologia diffusa, qua e là anche a carattere temporalesco. Favoriti i fenomeni convettivi come appunto temporali o rovesci intensi, anche se la loro localizzazione sarà meno omogenea delle piogge moderate ma uniformi di giovedì. Difficile auspicare qualche riapertura.

Sabato sarà praticamente la giornata di passaggio tra la vecchia instabilità e la graduale rimonta anticiclonica: vedremo ancora molte nubi, specie mattutine, ma le piogge saranno ormai ridotte all’osso, in focolai isolati.

DOMENICA-MERCOLEDÌ: come detto, dal punto di vista dinamico e sinottico, si incunea verso di noi quel promontorio mobile, che, a parte la fisiologica risalita di pressione e geopotenziali, non riuscirà a garantirci sole da mane a sera.
Quasi certamente di piogge non ne vedremo più in questa fase, ma le nebbie e nubi bassi mattutine ci saranno e a tratti anche un po’ della suddetta “maccaja”, come schermo negli strati medio-bassi. Nulla vieta che il sole trapeli, si faccia strada e squarci pure questa coltre, sia chiaro. Alla fine, giornate tranquille di inizio inverno.

TEMPERATURE E VENTI: dalle massime puramente atlantiche, piantate tra i +10 e +13, passeremo con domenica ad un’aria un po’ diversa, senza più libeccio e meno carica di umidità quanto a circolazione (ma ricordate quanto detto sull’eredità lasciata nei bassi strati!): le massime rimarranno comunque stabili o in leggera flessione per via sia di un’aria più frizzante e grecalizzata (almeno fino a lunedì mattina) sia dell’umidità intrappolata in basso.
Minime più o meno stabili.
Poi i venti si smorzeranno quasi tra lunedì e mercoledì.

In calce 👇 i soliti SPAGHI.